sabato 29 dicembre 2012

Qualche segnalazione di fine anno....


 Ultimo post del 2012.
Anno importante che mi ha visto lasciare Radio Popolare Verona dopo tanti anni di onorato servizio davanti a un microfono, ma anche entrare nella redazione di Troublezine e scrivere articoli e interviste per un giornale con cui sono cresciuto, ovvero Rockerilla.
Giusto per dire, sull'ultimo numero di gennaio troverete la mia intervista con i divini The Holiday Crowd.

Ma in questo post volevo segnalare un paio di cosette uscite nel 2012 e mettervi sull'allerta per due scite del 2013 che credo saranno veramente interessanti.


Molto piacevoli i 2 A.M, che sono tornati con "Parallel Worlds", il loro secondo EP. Li ho scoperti grazie al buon Antonio su Troublezine e devo dire che il loro gusto melodico e pop mi ha conquistato. Bravi, nel riprendere sonorità classiche del brit pop, ampliandone però respiro e arrangiamenti, in modo tale da non meritarsi il ruolo di meri ricopiatori, ma anche di intelligenti selezionatori, con tante idee da sviluppare. "Parallel Wolrds", così come il primo EP, è disponibile in free download sul loro bandcamp.
 Il 2012 ha segnato anche il ritorno di Sam Isaac, del quale avevo letteralmente perso le tracce. In realtà il nostro ha realizzato il suo secondo album, ritornando alle sonorità dei suoi inizi e lasciando perdere il sound da gruppo che aveva nerll'esordio.
Ecco quindi melodie pop folk sempre piacevolissime e ben congegnate, che partono con una chitarra acustica e poi si ampliano, oppure rimangono in una dimensione più intimista. Ancora una volta, comunque, sono i ritornelli azzeccati e la genuinità di Sam che vincono e la cosa non può che farci piacere. Anche in questo caso il cd è disponibile in download gratuito.


Per quanto riguarda le mie segnalazioni peer il 2013 per ho due dischi per i quali l'attesa è altissima.
Il primo è l'esordio di Lights & Motion per Deep Elm Records, che si intitolerà Reanimation. Ho sentito solo un pezzo, Home, e giuro, sono rimasto senza parole. Visionaria e incantevole è un viaggio in crescendo sulle ali del sogno, generando immediata empatia ed emozione. Prepariamoci a qualcosa di incredibile.


Altra segnalazione è quella del nuovo disco dei The Irrepressibles, pronti a tornare con Nude, così come noi siamo pronti a farci conquistare ancora da Jamie McDermott, dal suo lirismo sconvolgente, dai suoi arrangiamenti d'archi, dalla sua sensibilità e dal suo art pop raffinato e prezioso.

Insomma si preannuncia un buon inizio di 2013.

Buon anno e...mi raccomando!!

Aloha. Ricky



venerdì 21 dicembre 2012

Il meglio e il peggio del 2012...

La mia solita classifica musicale di fine stagione...


A voi i (miei) migliori 40...

- Heartbreaks "Funtimes"
- James Iha "Look To The Sky"
- Jon DeRosa "Wolf in Preacher's Clothes"
- Spector "Enjoy It While It Lasts"
- Pentimento "Pentimento"
- Dylan Mondegreen "Dylan Mondegreen"
- Dowsing "It's Still Pretty Terrible"
- Ultrasound "Play For Today"
- By The Sea "By The Sea"
- The Holiday Crowd "Over The Bluffs"
- Nada Surf "The Stars Are Indifferent..."
- Lissy Trullie "Lissy Trullie"
- Joie De Vivre "We' Re All Better Than This"
- The 69 Eyes "X"
- Phidge "We Never Really Came Back"
- Exlovers "Exlovers"
- Garden Of Alibis "Colours"
- Masoko "Le Vostre Speranze Non Saranno Deluse"
- Tribes "Baby"
- The Big Pink "Future This"
- You Blew It! "Grow Up, Dude"
- Junior High "Junior High"
- Jake Bugg "Jake Bugg"
- Fixers "We'll Be The Moon"
- Slingshot Dakota "Dark Hearts"
- Lactis Fever "Lactis Fever"
- Baden Baden "Coline"
- Intercity "Yu Hu"
- Martin Rossiter "The Defenestration Of St. Martin"
- Seapony "Falling"
- Paradise Lost "Tragic Idol"
- Suis La Lune "Riala"
- Stagnant Pools "Temporary Room"
- Locomotif "Twimog"
- Thony "Birds"
- Young Prisms "In Between"
- Anberlin "Vital"
- Kathleen Edwards "Voyageur"
- Gold Motel "Gold Motel"
- Keystone Kids "Things Get Shaky"

Le porcherie dell'anno?


 Ne bastano 5. A voi...

- Bloc Party "Four"
- Il Triangolo "Tutte Le Canzoni"
- Offlaga Disco Pax "Gioco Di Società"
- Muse "The 2nd Law"
- Maria Antonietta "Maria Antonietta"

Fuori classifica, ma solo perchè di diritto è la porcheria del millennio, la compilation tributo agli 883 di Rockit.

giovedì 20 dicembre 2012

Intervista con Johnny Dean dei Menswe@r

Ho dei ricordi indelebili di questo gruppo. Perchè sono legati alla mia adolescenza, a dei concerti italiani meravigliosi dove conobbi una ragazza fantastica di nome Rachele (la mia principessa britpop), perchè mi sembra ieri che tenevo far le mani il 7" pollici di I'll Manage Somehow e mi sembrava la canzone più bella che avessi mai sentito, perchè "Nuisance" lo avrò ascoltato mille volte e non mi stancavo mai e ogni volta cambiavo la mia canzone preferita: insomma c'è sempre un buon motivo per amare i Menswe@r. Almeno per me.

Anche adesso, dopo tanti anni, un loro poster in casa mia non manca, così come la mia foto incorniciata con Johnny Dean e il suo autografo. Ogni volta che guardo quella foto si vede proprio quanto ero emozionato: beh, erano i miei idoli. Johnny poi lo adoravo! Sulla copertina del Melody Maker senza aver pubblicato nulla, primo gruppo ad andare a Top Of The Pops senza aver ancora fatto uscire nemmeno un singolo e poi quella travolgente Daydreamer con quel video in bianco e nero favoloso. Melodici, elegantissimi, trascinanti, attenti ai particolari (guardare le magnifiche copertine dei singoli): i Menswe@r del primo disco erano un diamante di raro splendore capace però di nascondere ancora meraviglie, che scoprivamo nelle varie b-sides dei singoli. 


Indimenticabile la loro apparizione al programma di Paola Maugeri a Videomusic con l'intervista a Johnny che la guardava dall'alto al basso. Vedendola anni dopo mi disse che proprio non lo aveva sopportato!

Poi arrivò We Love You, trascinante marcetta pop che però nelle b-sides nasconeva già un principio di idee che poi vennero sviluppate nel controverso "Hay Tiempo!". Cambio di rotta totale rispetto all'esordio, con un indie rock decisamente vario che sconfina addirittura nel country in certi momenti, eppure anche qui i ragazzi colpiscono nel segno, perchè a me il disco piace, e non poco.

Poi lo scioglimento. 

Sono amico di Johnny su Facebook e in quest'ultimo mese si è ricominciato a riparlare di Menswe@r. Un sussulto vero e proprio. Un colpo al cuore e il respiro si ferma. Stanno per tornare veramente?

Era il momento per scambiare due chiacchiere con Johnny via mail e, ovviamente, lo ringrazio per la grande disponibilità!
A voi nella doppia versione, italiano e inglese. (Grazie di tutto a Giulia, Federica e Manuel!!)

Ciao Jonny, come stai? Da dove ci stai scrivendo?
Sto molto bene grazie. Sono davanti al mio computer accanto all’albero di natale con i miei due gatti.

L’inizio della nostra intervista non puo’ che essere dedicata a quello che stiamo leggendo sul tuo profilo facebook. I Menswear stanno davvero tornando? Come sei arrivato al punto di volere che quel nome e quelle canzoni tornassero?
Sto valutando una sorta di progetto per il futuro. Niente di eclatante. Se il progetto andra’ avanti, i due membri fondatori, io e Stuart, ne faranno parte. Gli altri membri del gruppo no, non mi piacciono e non mi fido di loro. Non sono importanti. Alla fine della fiera, il progetto Menswe@r e’ mio. Penso sia arrivato il momento di prendere il controllo della mia eredita’. In passato ho lasciato che altre persone ci girassero attorno e la utilizzassero male. Hanno detto e scritto tante cazzate sui Menswe@r. Adesso voglio mettere le cose a posto.

Facciamo un passo indietro. Mi sono sempre chiesto che cosa fosse accaduto tra il primo e il secondo album. Che cosa ha provocato un cambiamento cosi’ radicale del sound?
Il gruppo era molto diviso all’interno. Questa divisione e’ culminata nell’allontanamento di Matt. Simon aveva una sua visione personale di come i Menswe@r dovessero essere. Un gruppo country rock. Adesso suona ridicolo. Al tempo c’era un sacco di manipolazione ed io ero veramente troppo stanco di tutto per dire basta. Se l’avessi fatto probabilmente la band si sarebbe sciolta nel periodo in cui  usci’  We Love You. Mentalmente eravamo a pezzi. E’ un peccato.

Dopo “Hay tiempo” era cosi’ impossibile continuare con la band? Tutto questo tempo, sei stato lontano dal music business o hai mantenuto  in qualche maniera i contatti?
Abbiamo lasciato la London Records perche’ detestavano "Hay Tiempo" e ci dissero che se avessimo spinto per l’uscita del disco loro non l’avrebbero pubblicizzato. Il nostro manager non era un davvero un manager, per dirla tutta lui era davvero inutile. Cosi’ la possibilita’ di ottenere un altro contratto era abbastanza remota. Nessuno era interessato. Il Britpop era morto. Io ne avevo avuto abbastanza e il gruppo non era piu’ quello in cui volevo stare. Ci incontrammo, strano a dirsi, al Good Mixer, e dissi agli altri che ne avevo abbastanza. Quella fu la fine.

Qualcuno ha detto che i ‘giovani’ Menswear si sciolsero perche’ non in grado di far fonte a un cosi’ grande ed improvviso successo. Vi hanno definito immaturi. Che cosa ne pensi?
Non eravamo piu’ vecchi o giovani di tante altre band. Tutte le band sono immature, anche quelle che sono sulla scena da piu’ tempo, ma dietro hanno qualcuno che li rappresenta. Un buon team di persone che lavorano per loro. Noi abbiamo avuto una pessima gestione e nella band non c’era la giusta alchimia. Questo, piu’ di ogni altro ha contribuito alla nostra fine. Non la nostra eta’ anagrafica.
I fan vogliono sempre una reunion cosicche’ la line up originale torni a suonare assieme. Se questo non dovesse accadere pensi di essere in grado di mettere le cose a posto con gli altri ex membri della band? Oppure pensi che una volta rotto il vaso i cocci non possano piu’ essere aggiustati?
Non sono cosi’ sicuro che ai fan dei Menswe@r importi poi molto di vedere la line up originale. Figurati che fantasticavo con l’idea di mettere assieme una line up completamente differente  per i Menswe@r del XXI secolo: un gruppo composto interamente da ragazze…
Se Morrisey e Johnny Marr tornassero assieme avresti gli Smiths. Non avresti bisogno degli altri. Detesto gli altri componenti dei Menswe@r eccetto Stuart. Ho un rapporto migliore con i nostri vecchi roadies che con Simon e Chris. Non mi sono mai fidato delle intenzioni di Simon e penso che lui lo sapesse. Con Simon invece, e’ sempre quello che vuole lui. Le mie priorita’ sono sempre cominciate e finite con la band.

Elegante, bello, sicuro di se’, quasi arrogante: qualcuno direbbe che questo era il Johnny degli anni ’90 nel periodo d’oro del Brit Pop. Che cosa e’ rimasto adesso di quel Johnny dopo tutti questi anni?
Penso che in generale vengo molto male interpretato. Specialmente in passato. Specialmente il mio humour. Penso che sia dovuto molto al fatto di soffrire della Sindrome di Aspergers. Per quanto riguarda il mio aspetto fisico spero di averlo ancora conservato…hahaha!

Rimpiangi qualcosa? Situazioni passate o presenti?
Come ho detto in precedenza vorrei essere stato piu’ assertivo e aver lottato di piu’ per le mie idee. Avevo paura che se l’avessi fatto la band si sarebbe sciolta e cosi’ ho lasciato che altre persone prendessero il controllo sulla band per un po’. Questo fu un errore. Rimpiango il fatto di aver allontanato Matt. Dopo il suo licenziamento ci fu un cambio di potere all’interno della band e la situazione precipito’ rapidamente.

Nel 2012 anche I Pulp hanno fatto la loro reunion. Impossibile non pensare a voi nel loro video Do You Remember The First Time?. Immagino che te lo ricordi bene…
Ha! Ummm, si. Ho sentito che l’ultimo show dei Pulp sara’ su una nave da crociera di lusso? Common People non sara’ molto appropriata per l’occasione. Non e’ strano come la gente cambi?

E’ bello vedere su Facebook quanti bei ricordi hanno lasciato i Menswe@r. Quanto affetto traspare per la band. Non so se ci sara’ questa reunion ma l’eredita’ che ci avete lasciato con appena 2 album e’ davvero importante. Che cosa ne pensi?
Sebbene questa intervista dia l’impressione che aver fatto parte dei Menswe@r fosse un po’ come stare all’inferno voglio dire che conservo buoni ricordi. Sono orgoglioso di quello che abbiamo compiuto. Qualunque cosa la gente pensi o dica non ce lo potra’ portare via. Fu abbastanza notevole in quel periodo. Sinceramente penso che non si possa parlare o scrivere del Britpop senza menzionare i Menswe@r, bene o male che sia. Anche questo e’ un risultato non pensi?

Con quale canzone potremmo concludere questa intervista? Magari puoi sceglierne una dal primo e una dal secondo album. Puoi anche spiegarmi il perche’ le hai scelte?
Non lo so. Non possiedo alcun album dei Menswe@r. Per questo sarebbe strano per me scegliere. A te la scelta. (ndr: io scelgo Satellite, b side di Stardust, canzone che adoravo e che eseguirono dal vivo anche nel tour italiano!)
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Hi Johnny, how are you? Where are you writing me from at the moment?
I am very well thank you. I am sitting at my computer, next to a christmas tree, with two cats.

The beginning of this interview can’t but be dedicated to what we’re reading on your facebook profile: are Menswe@r really coming back? How did you get to the point of wanting that name and those songs back again?
I am considering some kind of Menswe@r project for the future. Nothing big. If it goes ahead it would involve the two founding members, Stuart and I. I don't really like or trust the other guys. And they're not important. At the end of the day, Menswe@r is mine. And they look like shit wizards.
I guess I'm taking control of my legacy. In the past I've let other people run around with it and mis-use it, there is so much nonsense that has been said and written about menswe@r. I want to set the record straight.

Let’s take a step back in the past. I’ve always wondered what happened between your first and your second record. What made the sound go through such a deep change?
There was a lot of division within the band, which culminated in Matt being fired. Simon had his own personal vision of what menswe@r should be. A country rock band. It sounds ridiculous now. There was a lot of manipulation going on and I was far too tired of it all to put my foot down. And if I had, it's possible the band would have split up around the time 'We Love You' came out. The band was in a very bad place mentally. It's a shame.

After “Hay tiempo”, was it that impossible to go on with the band? All this time, did you stay out of the music business or did you stay in touch with it somehow?
We left London Records because they hated 'Hay Tiempo' and told us that if we pushed for a release they wouldn't promote it. Our manager wasn't really a manager, he was useless to be honest. So getting another deal was looking quite bleak. No one was interested. Britpop was dead. I'd had enough, the band was not the band I wanted to be in anymore. We all met up, in the Good Mixer funnily enough, and I told the other guys I'd had enough. And that was that.

Someone said that the “young” Menswe@r split because they were not able to cope with such a sudden and big success. They defined you as immature. What do you think?
We weren't much older or younger than a lot of other bands. All bands are immature. Even older ones. But they have good representation. Good people working for them. We had terrible management though, and the band itself wasn't working internally. Those things, more than anything contributed to our demise. Not our age.

Fans always want a reunion to make the original members come back together. Even if this shouldn’t happen with your band, do you think that you will be able to work it out on your relationship with the other ex-members or won’t it be possible to fix such a broken glass?
I'm not sure that Menswe@r fans would be too worried about an original line up. I was playing with the idea of putting an entirely different menswe@r together for the 21st century, consisting entirely of girls....
If Morrissey and Johnny Marr got together, you'd have the Smiths. You wouldn't need the other guys.
I just don't like the other guys. Other than Stuart. I have a better relationship with members of our old road crew than I do Simon and Chris. I never trusted Simons intentions, and I think he knew that. With Simon, it's all about Simon. My priorities always started and ended with the band.

Elegant, handsome, self-confident, almost arrogant: one would say that it was the Johnny of the 90’s in the golden era of Brit Pop. What is left of that Johnny now after years?
I think that generally, I am very misunderstood. In the past especially. My humour especially. I think that has a lot to do with having Aspergers Syndrome. Hopefully I'm still handsome....hahahaha!
Do you regret anything or any situation in the past and/or in the present?
Like I said previously, I wish I had been more assertive and fought my corner more. I guess I was scared that if I had, the band would have split, so I let other people run with it (the band) for a while. And that was a mistake. I also regret the sacking of Matt. After he was fired, there was a power shift inside the band and things went downhill rapidly.

In 2012 Pulp reunited, too. It was impossible not to think of you taking part to the video for "Do You Remember The First Time?". I guess you remember it well…
Ha! Ummm, yes. I hear Pulps' last show will be on a very expensive cruise ship? 'Common People' is going to sound really inappropriate. Isn't it strange how people change?

It’s good to see on facebook how many good memories Menswear left you and how much affection is there for the band. I don’t know if the reunion will take place, but the legacy you left us with just 2 albums is really important. What do you think about it?
Although this interview makes it sound like being in Menswe@r was a bit like being in hell I do have good memories. And I'm proud of the things we accomplished. Whatever people say or think about the band, they can't take that away. It was quite remarkable at the time. I sincerely believe that you can't talk or write about Britpop without mentioning Menswe@r, whether it's negative or positive. I mean, that's an achievement in itself eh?

With which song by Menswear could we end this interview? Maybe you can pick up one from the first record and one from the second one? And can you explain me why you chose them?
I don't know. I don't own any Menswe@r records. That would be weird. You choose.

mercoledì 19 dicembre 2012

The Heartbreaks: l'intervista di fine anno.



Prima di leggerla in versione italiana in una futura pubblicazione, ci tenevo a postare l'intervista, realizzata in questo mese di dicembre via mail, in inglese con il sempre gentilissimo Matt, cantante degli Heartbreaks che mi parla dei progetti futuri del gruppo, alla luce ovviamente di "Funtimes", uno dei dischi più belli di questo 2012 che sta per concludersi...


Buona lettura e grazie a Giulia ovviamente!!!

Since the new album came out last May you never had time to take a break due to the tour, new singols, a new edition of the album and so on... I don't know why but I have the feeling you are still working on new stuff, am I wrong?
You’re not wrong. We’d like to get the next record out less than a year after the first and, with that in mind, we’ve been holed up in Morecambe writing and demoing for the last few weeks. We’ll be recording it properly in early 2013, so long as the world doesn’t end.

The last new version of "Hand on Heart" is nearly perfect, how the idea of working again on this song with James Banbury was born?
The whole James thing was born out of wanting to create something that would, even if just for an EP, take our music beyond its usual guitar and bass sound. Rather than merely ‘sounding big’, we wanted to make music that, like those great Scott Walker, REM and Bunnymen records, was melodic, bold, elegiac... We’ve always had a kind of intrinsic sense of drama, but with the addition of strings we were able to truly articulate a feeling of being widescreen, cinematic.

I was glad to see you had a great success with Steve Lamacq: it sure is the proof your fans love you and support you at every step if your career. I guess even Steve has a high consideration of you
We have a high consideration of Steve! He is a DJ with gravitas in a world of froth.

A new ep will be out in January: there sure is a great expectation for new songs. Can we still consider the tracks from "Funtimes" a reference point or there will be something totally new?
They’re similar, I suppose, in the sense that we will always write pop songs, however the sonics will be completely different this time. The next record’s going to be a lot darker. There’s no room for subtleties anymore.

The most surprising track, for me at least, has been the cover of "I'm on Fire" by Bruce Springsteen, I know you love his music, but the way it was arranged it's surprisingly good, I didn't expect it
No one did.

You now collected a large list of concerts you attended, there are several places you played at: is there a special gig or tour you gladly remember and that left in you some priceless emotions? Perhaps the Japan tour?
Japan was special in the sense that we didn’t really know what to expect. Before we went over there we kind of said to one another, “wouldn’t it be cool if there are, like, fifty people who have heard of us in Japan?”. Then we got off the plane and there were people waiting with records for us to sign and stuff. They kept running after the car, crying... I didn’t think we were that bad.

We would love to see you back to Italy again! Do you think it'll be possible?
 It’s possible. I want to collaborate with Mina. Could you make that happen please?

Last but not least question. But first I'd like to tank you for letting me have this short interview. so.. I've read somewhere you are ready to reach the success Arctic Monkeys have: was that a pre-made sentence or do you really meant to jump to the number 1 of charts?
We really mean it. Mass communication is the aim and we’re going to achieve it with the next record. You heard it here first.

domenica 16 dicembre 2012

Dylan Mondegreen: l'intervista in inglese.

Prima di leggerla in italiano ci vorrà del tempo, quindi intanto ve la propongo in inglese.
E' la mia chiacchierata con Dylan Mondegreen, che, come già sapete, ha realizzato un disco magnifico e quindi non potevo non scambiare due battute via mail con lui.
Ovviamente GRAZIE DYLAN!!!

A voi...

  
- Hello Borge, how are you? Where are you at the moment?
I'm super busy at the moment. It's not long since the record was released, we're moving into a new house and everything is quite chaotic. But I'm happy with having a new record out!

- Third record. To me, the best you’ve ever made. The album is filled with a sensation of peace and serenity, I suppose this is what was felt the most during the recording sessions, too.
Thanks you! It's a very personal album. I went throught a lot of life changing event during the time it took to write and record the album. My mother died after five years trying to fight cancer, and a year after that, our little daughter was born. So this affected the writing process a lot.

- Your music is being released under the name of Dylan Mondegreen, yet I think that such a personal, true and immediate record could have been released under your “real” name, don’t you think?
Yes. I was indeed thinking of releasing it under my own name. But then again, since some of the lyrics are so personal, I ended up feeling it was better to keep that moniker for now.

- I like the way you write your lyrics: you pay so much attention to everyday’s aesthetics, to all the little details: do you think the word “intimist” would fit you well?
Perhaps. I try to write about every day life, and about stuff that everyone can relate to. And I don't just make up stories, because then I think the end result would be harder for people to relate to.

- Musically speaking, the record surprises us with well-edited arrangements, female voices, a rich instrumentation. Yet I think that at the base of it all there is only one big idea, which is melody, and the super-high quality of your pop taste that gets straight to our hearts.
The songs themselves are always the most important factor. But still, I try to write them with an arrangement in mind. They should ideally work just with an acoustic guitar, but they also need to have room for an arrangement and for making the instrumentation a bit more exciting.

- Would you believe me if i told you that Yesterday When I Was Young makes me cry? It’ so intense and it moves me so much!
I believe you! And it means a lot to hear that.

- Maybe the best thing about your record is that it is “timeless”. Away from all the trends, ideas and musical tricks that are well planned beforehand, your record has got that guitar pop style that never stops striking us, like many Sarah Records releases, that still give us shivers after so many years.
That's a nice compliment, indeed. What I wanted to do on this record, was to bring in elements from the music I've always liked, and don't be afraid for doing the extreme. "Extreme" in my musical vocabulary would mean to bring in unusual instruments, like for instance steel drums, and not being afraid of making it sound soft, lush or grand.

- How did the collaboration with Ian Catt start?
We were in contact on MySpace after my first record, which he liked. On this record I wanted to do something else, and emphasis my inspiration from 80s and 90s indie, and Ian seemed the perfect fit. He's also a very nice guy, so after doing a few songs together, it felt natural to do the whole album with him.

- The Scandinavian school, as far as the “Pop World” is concerned, is nowadays of a very high level. Have you got any secrets or special formula for that?
Not as far as I now. I just try to make something I would like to listen to myself, and something that can be a bit different from mainstream music, but still being considered pop.

- Will we be able to see you on tour in Italy, maybe?
Perhaps. I don't know now. I won't be doing much touring the next year because of my little daughter, but I will do some shows when possible. Hopefully Italy can be a destination.

- Let me compliment you with this interview for the Prefab Sprout tribute on (Come With Me To) Albuquerque: it’s a fantastic song! Having composed such a song makes me think that you really appreciate that band a lot..
I do now. I wasn't that big a fan before, but everyone started making Prefab Sprouts comparisons after my first album. They've always been around in my album collection, and I was saddened by reading about Paddy's health problems. I was happy to hear he got a copy of the CD from a German journalist. I think he was flattered, and I hope he liked the song.

- Thank you again Borge. Which one of your songs in the record would you pick up to end our interview?
That's always a tough one. I think The Heart Is A Muscle. I'm really happy with that, and it was the first song I wrote for this album, so it sort of led the way for the others.

venerdì 14 dicembre 2012

By The Sea


E' il momento di chiudere gli occhi e di lasciarsi trasportare dal suono. Richiedono questo i By The Sea o forse sono loro stessi in grado di spingerci a tanto, padroni assoluti di una materia lisergica capace di innalzarci, catturarci il fiato e lasciarci in sospeso, in balia di riverberi liquidi e melliflui dei quali non riusciamo più a fare a meno.

Totale assenza di gravità e accecanti bagliori stordenti che favoriscono il nostro abbandono, mai così delicato e atteso. Nessun timore o paura quindi, perchè il dream-indie-pop del gruppo ha un peso specifico tale da sostenere solidamente i nostri viaggi in mezzo a onde soniche che rimandano a primi Verve, Cocteau Twins o perchè no a magie targate Real Estate.

Atmosfere '60s ovattate, che richiamano nostalgie e sogni passati, mentre diamanti melodici si disvelano ai nostro occhi come in Waltz Away o Alone Together che per il suo brio mi porta alla mente anche i deliziosi Big Troubles.

L'amico Bill Ryder Jones, ex Coral, produce in modo magistrale il disco, rafforzando quella componente esoterica e psichedelica nella musica del gruppo, che veramente ci spinge ad invocare un naufragio che mai fu tanto dolce, perchè vissuto in modo totalizzante e onirico.

Forse la parola chiave è un sound "suggestivo", capace di ipnotizzarci con i suoi chiari/scuri (So Long, So Far) e le sue melodie mai sfacciate ma capaci di entrarci sotto pelle (Eveline). Poi ti arriva una perla come Dreamwaters: quadro dipinto con luccicanti colori indie-pop che con i suoi cambi di tempo e la sconcertante melodia ci lascia inermi e incantati.

L'avrete capito: un debutto magnifico, a dire poco.

Tracklist:

01. By The Sea
02. Dreamwaters
03. So Long, So Far
04. Eveline
05. Waltz Away
06. A Sail Floats...
07. Wait A Day
08. Alone Together
09. Game Of Circles

domenica 9 dicembre 2012

Io e i miei idoli...

Faccio il vanitoso con qualche foto trovata sul pc...

Io e i Temper Trap....
Io e (Dio) Ryan dei Rookie Of The Year...

 Io, Claudio e (Dio) Pete degli Adorable...

Io e il geniale Frederick Macpherson degli Spector...

Io e la divina Astrid Williamson dei Goya Dress...


Io con gli eroici Chris e Leon dei Northern Uproar...


James Iha, live a Londra, 4 dicembre 2012


 Signori e signore.....Ricky e (Dio) James!


Bush Hall, Londra. Prima data del tour europeo, brevissimo a dire la verità, di James Iha. Adoro il suo secondo album, quindi decido di andare in trasferta con il buon Claudio, compagno di tante avventure musicali.
Decisamente il locale è molto bello. Piccolo, raccolto, ben curato e con dei particolari molto suggestivi. Pare proprio il posto ideale per un concerto del nostro James, che nella cura dei dettagli ha un pregevole punto di forza.
Alla fine non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni, diciamo che alle cento persone ci si arriva, ma non molte di più. Eppure chi è presente non mancherà di far sentire il suo calore e la sua voce a un artista che comunque non nasconde la sua poca abitudine a calcare i palchi da protagonista della serata. Più facile forse stare "in seconda fila", come semplice chitarrista, seppur di gruppi come Smashing o A Perfect Circle, piuttosto che avere i riflettori puntati addosso. "Sto imparando", così ci ha detto nella breve intervista prima del concerto e questo è anche quello che si percepisce guardandolo sul palco.


Eppure, proprio per questo, il tutto ha assunto una dimensione familiare. James quasi timido, composto, sorpreso dal "tifo" della gente e disposto anche a chiacchierare con loro dal palco. Una musica la sua che non prevede muscoli in evidenza e quindi l'atmosfera rilassata, colloquiale e in "punta di piedi" della sera calza a pennello.
Con il Nostro, che per tutto il concerto suonerà solo la chitarra acustica, due compagni di viaggio decisamente affidabili rispettivamente alla chitarra elettrica e alle tastiere. La drum machine scandisce il ritmo e James ci scherzerà su non poco su quel piccolo strumento comunque così importante.

Alle 21.15, dopo un trascurabile gruppo supporto, il concerto si apre con Be Strong Now, che sarà l'unica concessione al primo disco, francamente un pò troppo poco per un disco che in una veste live simile avrebbe meritato più attenzione. Poi ecco in successione le canzoni del nuovo disco, suonate con grande eleganza e piacevole piglio. Ottimo il lavoro sonico del chitarrista che impreziosisce il sound acustico di James, che di suo ci mette anche una voce che potrà anche non essere impeccabile per elevazione o acuti, ma in canzoni simili è più che appropriata e decisamente a fuoco.


Arpeggi e semplicità in Make Believe, solare e fresco il pop di Gemini e Till Next Tuesday, malinconica Summer Days. Ben pensata la doppieta che apre la parte finale del live, con la wave di To Who Knows Where seguita dalla briosa Speed Of Love. Punto di rottura, come già nel disco, la dissonante Appetite, che anche dal vivo spiazza non poco, con la tastiera che pare vada per conto suo e la chitarra elettrica che spezza la melodia più che ricamarla.

Il suono è ottimale e piacciono anche le cover scelte per l'occasione, ovvero Dancing Barefoot di Patti Smith, When You Rock 'n' Roll di Bowie (che chiuderà il concerto) e, molto acclamata, Mayonaise degli Smashing Pumpkins eseguita in modo decisamente valido e toccante.

22.15 titoli di coda. 12 brani e James saluta, per poi riapparire da li a poco, sotto il palco, a firmare autografi.
Ricreata perfettamente quell'atmosfera di semplicità e purezza pop che si respira nel disco e già questo ci basta e avanza!
Complimenti quindi a James Iha, che si conferma artista sensibile e, al contrario di quanto potrebbe sembrare di primo impatto, anche umile e molto disponibile.



sabato 1 dicembre 2012

Video dei Ballroom!!

Che bellissima scoperta questo video di una delle formazioni a me più care in ambito Britpop. Sto parlando dei Ballroom, sottovalutato gruppo britannico che dopo alcuni singoli pubblicò un primo disco bellissimo, ma subito dopo si sciolse.

Trovare questo video con immagini live, chiacchierate del gruppo, scene dalla studio di registrazione e altro è stato favoloso, un contributo inaspettato e fondamentale per un gruppo che non merita di essere dimenticato....

Buona visione!