giovedì 27 settembre 2012

La recensione di The 2nd Law dei Muse



Di solito non metto recensioni di dischi non mie su questo spazio. Ma a volte l'eccezione è un dovere. E' in uscita il nuovo, attesissimo, album dei Muse e la mia cara amica Martina, collaboratrice di Radio Popolare Verona, lo ha sentito e, dopo attente riflessioni, ha deciso di mandarmi una dettagliatissima recensione pezzo per pezzo, che pubblico con piacere (anche se non è detto che la condivida, vero Martina, ahahahah!!!)...

Ci avevano lasciati nel lontano 2009 con The Resistance. Ritroviamo oggi Matthew Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme con The 2nd Law. I Muse sono tornati sul campo con un disco pieno di cose da dire, criticare, apprezzare e quant’altro. Una gioia per coloro che recensiscono e per i fans che si sono scatenati nel dire/sparare sentenze di ogni genere.

Ma andiamo con ordine.

The 2nd Law (“la seconda legge” riferita alla seconda legge della termodinamica nel quale viene definito lo spreco inevitabile di energia all’interno di un sistema chiuso) si presenta con una tracklist di 12 canzoni perfettamente coniugate tra di loro, con sound opposti ma che si mescolano in un crescendo di sonorità ed emozioni. Matthew Bellamy ha pescato a piene mani un po’ ovunque, dal funk alla Steve Wonder, dalla dubstep di nuova generazione di Skrillex (lo stesso frontman ha dichiarato più volte di aver preso ispirazione dal giovane dj/produttore americano), dalle orchestre sui temi alla Ennio Morricone (come d’altronde anche nell’opera in tre tempi nominata Exogenesis, inserita in The Resistance) e dalle melodie degli U2 (saranno stati così influenti i concerti fatti proprio con Bono e soci?).
State pronti perché di citazioni varie ed eventuali ne troverete a pacchi in questa recensione. Molti mi hanno detto che la musica è inevitabilmente un richiamo ai grandi del passato e che in ogni caso, ogni canzone “è bella a mamma sua”. Discendiamo tutti dai Beatles e Rolling Stone, no?

SUPREMACY. Un inizio con archi, fiati un po’ alla James Bond. (non a caso circola la voce di queste ore che sarà parte della Colonna Sonora dell’ultimo lavoro di 007 – Skyfall, in uscita il prossimo mese) Alterna ritmi lenti e misteriosi delle strofe ad un ritornello potente che con la frase “your time has come to destroy your Supremacy”, ricorda moltissimo i temi affrontati in Black Holes and Revelations (2006) e la distorsione della voce riprende una bellissima e mai dimenticata Muscle Museum. Parliamo degli antipodi della carriera dei 3 di Teignmouth. In sostanza una canzone che, messa come apertura, da subito un bel segnale agli ascoltatori: preparatevi perché ce ne saranno delle belle.

MADNESS. Singolone commerciale da radio. Impossibile non trovarsi a canticchiare il m-m-m-ma-ma madness. Il suono (elettronico) del basso di Chris è ottenuto con un tecnologissimo trackpad luminoso che fa tanta scena dal vivo quanto in audio. Per la prima volta nella sua carriera Matthew si trova a suonare ben poco in questa canzone (solo la parte di assolo di chitarra) e l’impronta elettronica già si assapora in questo brano, dalle parole dolci e sincere per la sua amata (l’attrice Kate Hudson dal quale ha avuto anche un bambino). Il finale è una splendida esplosione della voce di Bellamy che fa chiudere in bellezza un brano che, all’inizio (ma ancora adesso) aveva convinto pochi. Dove sono finiti i Muse distruttivi e rock di Hysteria New Born?

PANIC STATION. Eccoci arrivati al momento “ma che diavolo..”. Basso slap (Flea dei Red Hot Chili Peppers insegna), ritmo funky come in Superstition di Wonder , voce a tratti in falsetto sulla scia Prince e chitarra con suoni wah-wah. Another One Bites The Dust, parte seconda. Immaginatevi le ballerine con vestitini luccianti e mosse sensuali ed eccovi servita Panic Station, il primo pezzo rivelazione dell’album. Al primo ascolto la mascella mi è arrivata alle ginocchia e stentavo a credere alle mie orecchie. Chissà, se fosse stata scritta negli anni ’70, avrebbe potuto essere benissimo un pezzo di punta per le dancefloor di tutto il mondo. Non sarei così sicura di dire che non potrebbe accadere anche ai giorni nostri. Queste novità piacciono ai fans, soprattutto perché l’impronta del loro stile si sente eccome e la fanno diventare uno tra i pezzi più amati, me compresa. (se non quello più amato)

PRELUDE + SURVIVAL. Richiami o meglio, invocazioni classiche di Chopin per l’introduzione al pianoforte e archi che accompagnano il pezzo scritto apposta per le Olimpiadi di Londra 2012 (ma che poi è stata sentita solo alla cerimonia di chiusura suonata dai Muse stessi e non in ogni incontro come era previsto). All’inizio mi era pure piaciuto, ma non troppo. Oggi posso dire che è un brano forzato da chissà quante richieste dall’alto tra case discografiche e quant’altro. Assolutamente preso dai Queen (suoni di chitarra e ritmo compresi), il coro con ritmo da marcia che scandisce, e tema barocco. Credo che Matt non si sia troppo impegnato a fare un pezzo degno di nota.

FOLLOW ME. Il suono campionato del battito del cuore di Bingham Bellamy, figlio di Matthew, annuncia l’arrivo della seconda canzone più bella di tutta il disco. Le parole sono tutte dedicate a lui e arrivano dirette all’anima. Un pezzo che ogni padre potrebbe dedicare al proprio figlio. L’inizio grave e profondo che prendono per mano l’ascoltatore e lo guidano verso quella che sarà l’esplosione del brano. Di nuovo, l’elettronica/dubstep la fa da padrona, soprattutto nel “tappeto” di fondo del ritornello. Poi inizia il ritmo a cavalcata che tanto strizza l’occhiolino alla Knights Of Cydonia di qualche anno fa (sempre inserita nel cd Black, Holes and Revelations). Il finale ricorda moltissimo gli urli strazianti di Jared Leto dei 30 Seconds To Mars e di Bono degli U2. Dal vivo verrà arrangiata in chiave più rock ed è bella forse più della versione studio.

ANIMALS. La canzone che molti puristi dei Muse apprezzeranno. Avrebbe potuto fare un po’ a sportellate per essere inserita in un capolavoro quale Absolution. Anche se, a parer mio, è un brano che sembra caricare moltissime aspettative ma che poi non esplode mai come dovrebbe. O come avrebbe potuto essere in passato. Il ritmo è incalzante, con la tastiera alla New Born e il tema della chitarra libero di esprimersi, una seconda voce che dialoga con il testo che Matthew canta. Il bridge è uno splendido assolo strumentale e con una variazione melodica che fa brillare l’intero pezzo. Il finale richiama quelle jam durissime viste e sentite molte volte nei live (soprattutto dopo Stockholme Syndrome) e in sottofondo si sentono le rabbiose voci di una giornata di negoziazioni a Wall Street.

EXPLORERS. Mi trovo in difficoltà a dover dare un giudizio a questa canzone, per me la più inutile dell’album. Una ballata troppo lenta, troppo lunga e che la fa entrare di prepotenza nella lista “canzoni da skippare”. Se proprio vogliamo dirla tutta, assomiglia moltissimo al film di una classica storia d’amore: l’incontro tra i 2, i primi appuntamenti al lume di candela, il primo bacio con tanto di mondo che gira tutto intorno, la nascita del primo figlio (il “shhh” alla fine ricorda quasi la fine di una ninna nanna). Alcuni l’hanno accostata a Blackout (pezzo ballata di Absolution) ma non mi trovano assolutamente d’accordo. Sono due pezzi diversi e Blackout vale molto di più che questa.

BIG FREEZE. Il seme della discordia. Odiata o amata al primo ascolto, non ci sono vie di mezzo. Citazioni alla U2 in pieno,si può tranquillamente pensare che The Edge sia alla chitarra e che da un momento all’altro Bono potrebbe venire a duettare nel pezzo. Che fare la band di supporto agli U2 nel tour sudamericano nel 2009 abbia giovato a questo pezzo? Il mistero permane. Non mi stupirei di trovare un ringraziamento nei credit. L’elemento che più di stupisce di questo brano (e che me lo fa piacere assai) è l’impronta melodica che viene data, soprattutto nella parte centrale. Quando da allegrotta canzoncina pop, prende il sopravvento quell’onda rock che la travolge come un mare in tempesta e la trascina fino alla fine dove sfocia in un finale alla “”Where The Streets Have No Name”.

SAVE ME. Il primo dei due pezzi cantati, per la prima volta dall’inizio della loro carriera, dal bassista Chris. Racconta della redenzione all’abuso di alcool, del quale Chris soffriva da molti anni. Già dall’inizio, la sua voce è calda e avvolgente, intensa e diretta come pochi. Il crescendo del ritmo assomiglia moltissimo ad una scalata, alla lotta contro sé stessi esattamente come le parole che vengono cantate nel brano. Trovo solo un po’ fuori luogo quei campanellini natalizi (li trovo SEMPRE fuori luogo, anche sotto Natale) ma in compenso è un ottimo pezzo. Non solo Matthew si rivela grande autore di canzoni e da la conferma che i Muse sono un gruppo omogeneo e pieno di risorse da ogni membro che lo compone.

LIQUID STATE. Il secondo brano cantato da Chris. Se Save Me era la “redenzione”, Liquid State ricorda moltissimo i viaggi che ognuno di noi si può fare durante una bella sbronza. Quel senso di potenza assoluta che circonda la mente annebbiata. La voce stessa del bassista è più nervosa, più incisiva. Ricorda moltissimo quella di Dave Grohol. Immaginatevi un video ripreso solamente dalla prospettiva frontale del protagonista, come se reggesse verso di sé la telecamera e aggiungetevi un viaggio furioso annegato nell’alcool. Ottenete Liquid State. Il ritornello assume sonorità a tratti epici (nel senso stretto della parola) e si scarica tutto in poco più di tre minuti.

THE 2ND LAW: UNSUSTAINABLE. La perfetta sintesi degli opposti. Il pezzo che ha fatto gridare allo scandalo. Lanciato come una bomba nel video che presentava l’uscita dell’album, ha scatenato una reazione di panico e dolore per moltissimi fans che ormai si erano rassegnati dicendo che quei tre si erano completamente bevuti il cervello. l’incipit è un ansimante ritmo orchestrale che si trasforma improvvisamente in una canzone COMPLETAMENTE DUBSTEP, dove Skrillex fa i salti di gioia, i mixer e la tecnologia vengono sostituite dalle chitarre crude e quel ritmo pesante tipico di questo nuovo genere. Una voce femminile racconta come in una edizione speciale del telegiornale, la seconda legge della termodinamica. Man mano che si cresce, arrivano i vocalizzi di Bellamy centrano perfettamente il bersaglio facendo brillare questo pezzo e gli archi che si incastrano nel sound elettronico. Solo i Muse potevano avere tanto coraggio da mescolare due opposti della musica.

THE 2ND LAW: ISOLATED SYSTEM. Ultimo pezzo. Un brano alla Hans Zimmer, quasi alieno. Bellamy si rivela un ottimo compositore anche di colonne sonore (vedi The International, dove lo stesso aveva creato una canzone ad hoc per i titoli di coda) Completamente strumentale, con il tema introdotto solo da alcune note al pianoforte ma che diventeranno un moto perpetuo nell’intera esecuzione. Inizia il battito fuorioso del tamburo, assomiglia molto all’ansia del cuore umano che arriva. La stessa annunciatrice della canzone precedente, ripete meccanicamente la seconda legge della termodianmica. La musica viene “sporcata” solo dalle voci rotte estratte dai notiziari. Il climax ascendente porta alla scoperta delle sperimentazioni che tanto piacciono a Matthew e soci (l’avevano già fatto nella Exogenesis in The Resistance, opera classica divisa in tre parti) fino ad arrivare ad un coro di voci femminili che portano alla finale quasi paradisiaco dell’album. Una chiusura degna di questo album.


In sostanza, i Muse hanno saputo prendere le idee più disparate, metterle insieme, giocarci e creare un album completamente diverso dai precedenti. Molti non sono d’accoc_4s3ildIYolrxzwqRrqcPCv5dKpN5zYriera sempre con le stesse canzoni, sempre con le stesse cose. Anche ai più fedeli la cosa avrebbe preso una piega troppo monotona. Loro invece hanno voluto tenersi al passo con i tempi, fare della musica uno strumento alternativo di gioco e di divertimento. Provare nuovi suoni, nuovi strumenti. Aspettando i concerti dal vivo, nei quali hanno sempre potuto dare il meglio di sé stessi e nel quale hanno la capacità di stravolgere le canzoni create in studio: annunciano una piramide capovolta, schermi a led giganti e tanto spettacolo.
The 2nd Law prenderà vita una seconda volta anche sui palchi del tutto il mondo.



Muse – The 2nd Law (Warner) 2012
8/10


Martina Zorat

lunedì 24 settembre 2012

Intervista con Keith Cullen (Setanta Records)



Tutte le cose belle, prima o poi, finiscono. Il 24 settembre 2012 la Setanta Records, la storica etichetta indipendente britannica formata da Keith Cullen nei primi anni '90, famosa per aver stampato album di gruppi come The Frank and Walters e The Divine Comedy o di solisti come Richard Hawley, Evan Dando e Edwyn Collins, ha pubblicato il suo ultimo disco. Erano sei anni che l'etichetta non pubblicava più nulla.
La chiusura ufficiale arriva con la compilation di cover "Orchestral Variations V.01" curata da The Separate, il progetto che vede protagonisti, oltre a Keith, Rob Kirwan come produttore e Fiona Brice a curare gli arrangiamenti d'archi. Dodici canzoni scelte da Cullen stesso, selezionate tra i gruppi che più ha amato e ammirato.
Di questo disco e dell’addio all’etichetta ne parliamo proprio con Keith Cullen in questa chiacchierata via mail (ovviamente grazie come sempre al grande Claudio Rizzi e lui sa il perchè!).

-Hello Keith, some months ago you announced Setanta Records would have closed down. And actually you did not publish records during the last years. So was that something you had already decided a long time ago?

Hello!   In a way it was, it became harder to release records and make any money back because of digital, piracy etc, so I guess I became more cautious, also I think there is only so many times you can put the same energy back into working on a new band, I got on really well with the Chalets, who were the last real band on the label, and when they broke up it was the beginning of the end for me too!

- Is there already some nostalgia in you or do you think it is something that will come later?

I'm not really a nostalgic person, I'm too busy looking forward! It is nice to be reminded of some bands acheivements and I really like to listen back to some of the albums I've released after not hearing them for years.

- What was you inspired by when at the beginning of the 90's you decided to start running a record label?

I loved labels like 4AD, Rough trade, and Mute when i was getting into music, they were my inspiration, the bands I loved were Magazine, Wire and the Buzzcocks, Music was the only thing I ever wanted to do, now I'm too old!

- Looking back at all you did is there something you have to repent of? And otherwise moments or records you are proud of?

not really, mistakes are all part of life! I could have worked with some bands that became very big, but they weren't really my kind of bands, it didn't feel right, it doesn't really matter if I would have made lots more money, the energy between band and label wouldn't have been the same, maybe those big bands would never have made it if I worked with them!

- How was the reaction to the label end from the artists? People like Neil Hannon, Edwyn Collins and Richard Hawley received a lot from Setenta in the past and at the same time they gave a lot to the label. Did you talk to the them?

Not really, I haven't seen them in a while! no bad feelings or anything, people just drift apart, I think the older we get the more important the past is. but we are all doing different things now
 
- My favourite Setanta album is Guy Chadwick's "Lazy, Soft & Slow". What memory have you got of the work with Guy?

hmmm Guy is really nice and I liek that album a lot, but it didn't really do well, I think it was hard for Guy to be a Solo artist, I think he is more comfortable in a band

- The final Setanta release is a Separate covers album, orchestrally arranged. Rob Kirwan and Fiona Brice were involved, when was this idea born? Let me understand, was it you to choose the singers and give them the covers to sing?

It was my idea, I know rob and Fiona for a long time, so I asked them to help me put the record together, I wanted to do something for myself, I loved the This Mortal Coil albums that Ivo from 4AD made, they are some of my favourite records. I like the idea of a record label having an identity, but nowadays I don't think it matters to music fans, I chose the songs and the singers, It was an expensive album to make but I wanted to do something for myself instead of always working for other artists!


- The album is great and in many parts poignant. I think all the songs are to be considered as a unique whole work, the idea of some singles doesn't make sense this time. Anyway if i had to choose, i would say Ed Harcourt and Anais tracks are perfect. What's your opinion?

I love Ed's track, that song is great, and so unlike many Ramones songs, Ed did a great version. I also really like 'West End Girls' because it is gentle and not dramatic. I also live jaymay's cover of Big Sky, her album is one of my favourite records.


- And what about Keith Cullen now? What will he do?

I'm writing a second novel. but it is taking a long time! not easy, I also sell collectable books online. it's easier to make money this way then selling records!
  

   

mercoledì 19 settembre 2012

L'Impaziente Inglese - La dodicesima e ultima puntata della stagione 2012






E così siamo arrivati alla fine. Si chiude con questa puntata la mia esperienza a Radio Popolare Milano.
Spero ovviamente che lo stop sia temporaneo, ma sapevo che a fine estate salutavo il Network e tornavo nella mia umile Radio Popolare Verona.
Però che esperienza bellissima.
Questa è l'ultima puntata...e ne sentirete delle belle!
Aloha. Ricky


mercoledì 12 settembre 2012

L'Impaziente Inglese - Undicesima Puntata




Credo che una collezione di gruppi storici come in questa puntata, beh, non penso di averla mai fatta. Un pò di nomi? Beh....Blur, Oasis, Pulp, Menswear, Cast, Bluetones e pure i Radiohead....

Da ascoltare commossi!
Aloha. Ricky

Intervista con Temper Trap





Prima giornata del Perfect Day Festival a Villafranca, l'esibizione più bella forse è proprio quella dei Temper Trap. Toby, batterista del gruppo risponde alle nostre (mie e dell'adorabile Giulia, traduttrice ufficiale!) domande...

- E' un piacere potervi intervistare, ben tornati in Italia.
 Come sta andando il tour, ve lo state godendo a pieno? Quale è stata la vostra ultima tappa?


Abbiamo di recente concluso un tour mondiale grandioso e dopo un timeout di qualche mese ci stiamo preparando per un nuovo tour che sono sicuro sarà altrettanto coinvolgente.
Sai arrivare a Verona e trovarsi di fronte ad un set così bello ci ha lasciati senza parole.
Non ci è mai capitato prima d'ora di suonare in un castello, appena messo piede fuori dalla macchina
abbiamo capito subito che sarebbe stato un giorno memorabile. Mi sembra un buon modo per dare inizio all tournée no?

- In Italia il successo del primo disco ha subito uno scoppio ritardato, ci sono stati anche altri paesi dove i Temper Trap sono stati conosciuti molto dopo l'uscita del primo disco? E' possibile che questo ritardo abbia rallentato e condizionato il lavoro sul secondo disco?

Siamo a conoscenza del fatto che il disco abbia avuto successo in diverse parti del mondo in tempi diversi e in effetti questo non ha reso, in un primo momento, le cose facili per noi soprattutto perchè eravamo una nuova band.
Tuttavia tale ritardo ci ha anche permesso di viaggiare e visitare con tutta calma diversi paesi, ci siamo fatti pian piano conoscere e l'apprezzamento per le nostre canzoni è cresciuto esponenzialmente. Quindi posso dire che tutto sommato è stato utile.

- Il primo disco viveva di singoli molto immediati, mentre il secondo disco a mio parere sia basato più sulla compattezza dell'album intero. Cosa ne pensi?


Si probabilmente dal primo album possono essere estratti diversi singoli ma credo che questa impressione sia data anche dal fatto che da quell'album abbiamo girato diversi video come "Fader" e "Sweet Disposition" che sono tra le più popolari.
Il secondo disco probabilmente vuole essere un lavoro più completo, anche i testi sono più ricercati, mentre nel primo credo volessimo soprattutto divertirci.

- Ora ti porrei una domanda un po' provocatoria: la casa discografica vi ha mai rimproverati di non aver creato un nuovo successo come "Sweet Disposition"?

In effetti le canzoni del nuovo album stanno mancando dello stesso successo di canzoni come "Sweet Disposition" ma d'altronde non scriviamo canzoni per l'audience ma per passione. Sei i nostri fans apprezzano le nuove canzoni credo sia anche dovuto al fatto che abbiano creato una certa connessione con la band e ci capiscono.
Sai certe volte è meglio pubblicare un album che non rende molti soldi ma che sai contenere testi e musiche veramente sentiti.
Quado abbiamo registrato Conditions comunque eravamo giovani e ci è stata data un'altra possibilità di registrare quindi...

- Ok siamo quasi alla fine, porta pazienza Toby! Quanto durerà il vostro prossimo tour?


Vediamo... saremo in tour per tutto l'anno avvenire, o almeno ci proviamo.
Dovremmo suonare fino a fine anno tra Europa e Australia, il prossimo anno ci sposteremo tra Asia e America.
Poi chissà nel frattempo potremmo scrivere nuove canzoni o prendere un break per registrare un nuovo album.

- Come ultima domanda ti chiederei di scegliere una canzone dall'ultimo album dei Tempre Trap che potrebbe fare da colonna sonora per questa intervista

Dal nuovo album direi decisamente "Miracle", è la mia preferita.


martedì 11 settembre 2012

A novembre 3 date acustiche dei Northern Uproar in Italia!




Ebbene si, la premiata ditta Ricky + Claudio ci riprova.

Dopo l'incredibile serata con Piotr dell'anno scorso, quest'anno ci siamo impegnati a realizzare una nuova "serata nostalgia" a Verona a base di britpop.
Sul palco stavolta i Norther Uproar, in versione chitarra/voce, e confessiamo che anche questa volta l'emozione è veramente tanta!

Ecco il comunicato. Segnate subito queste date sulla vostra agenda preferita! Presenza obbligatoria per tutti gli amanti del brit pop!!

Per ogni info, beh, contattatemi!!


Saranno 3 le date italiane del piccolo tour acustico dei Northern Uproar, la formazione di Manchester che visse il suo massimo splendore negli anni '90, grazie a singoli come From a Window o Rollercoaster e a un grintoso primo album prodotto da James Dean Bradfield dei Manic Street Preachers e Dave Eringa in co-produzione. Accostati a gruppi come Oasis, The Clash e Manic Street Preachers i Northern Uproar hanno pubblicato 3 album in studio e un live acustico e stanno mettendo le basi per un quarto lavoro.

Le tre date in Italia vedranno sul palco Leon (chitarra/voce) e Chris (chitarra) in un concerto acustico nel quale non mancheranno i pezzi che li fecero conoscere nel periodo del Brit Pop, ma anche nuove canzoni che compariranno sul prossimo album della formazione inglese.

Ecco le date nel dettaglio:

2 novembre 2012 Osteria PaneVino - Pedemonte (Verona) - Ingresso libero

3 novembre 2012 Osteria l'Altroquando -  Sant'Alberto di Zero Branco (Treviso) - Ingresso libero


4 novembre 2012  Il Molo -  Ferrara - via Vignatagliata 1 in centro storico



mercoledì 5 settembre 2012

L'Impaziente Inglese - decima puntata



Nuovo appuntamento settimanale con l' Impaziente Inglese, il mio programma dedicato al Brit Pop anni '90 in onda tutti i martedì su Radio Popolare Milano alle 23.35.
Anche in questa puntata i soliti grandi classici, ma anche alcune perle dimenticate, vedi i mitici New Electrics!!!
Aloha. Ricky

lunedì 3 settembre 2012

Intervista con Dowsing




Qui il concetto di Brit Pop non ci sta. Piuttosto parliamo di Emo, quello degli anni '90. Il Midwest emo che entrava nel cuore e ci commuoveva. L'emo vero, non quello finto di adesso che passa dal vestito per arrivare ai capelli ma che non si cura per nulla della musica, ahimè.
I Dowsing si basano su quel genere, conoscendolo bene e rispettando il concetto che negli anni '90 illuminò gruppi fondamentali, realizzano un disco magnifico, "It's Still Pretty Terrible", che tutti gli amanti del genere, come il sottoscritto, dovrebbero avere nella propria discografia casalinga. 10 perle, 10 canzoni che ci entrano nell'anima e ci mettono i brividi, perchè è il suono della nostra giornata, della nostra quotidianità, dei rapporti personali con chi amiamo, è il suono della nostra vita. Bravissimi!!
Era un dovere morale intervistare i ragazzi, ecco cosa ci siamo detti via mail...


Thanks for your avaiability and kindness. To start with can you introduce a quick history of your group?

Erik: Dowsing started back in the late Summer of 2010. Gooey, Delia, and I were walking around Lakeview, a neighborhood of Chicago, by Wrigley Field and thought it be funny. Gooey specifically thought it be funny and that we must be called Dowsing. Marcus was into it.


- I appreciated the job the label Count You Lucky Star made with the recover of an emo sound (the true sonority of this music type not the commercial fake one) and that theyt can be considered a "big family". How did you contact them and how do you get along together?

Erik: All of us knew Keith & Cathy before we were a band. The Family aspect is probably the major reason we wanted to be with Keith & Cathy in the first place. We love them and they love us and we love every band on the label. So much love. When we recorded the 7" we were told by Chris French (ex Joie De Vivre) that we should send the EP to CYLS... so we did. I personally met Keith & Cathy...I'd say around the Summer of 2009? When they were about to release the Empire! Empire! LP. They played an amazingly hot show in my basement in New Jersey and then we had a sleepover in my bedroom. I gave them some parting gifts including a half melted bag of peanut M&Ms and a remote sensing image of New Jersey. They probably remembered this and It's probably why they signed us.

- two great 7" anticipated the album, how did you mature the idea of making a split with the Parker?

Erik: Well, I was on a date sitting in a thai restaurant when the one and only Warren Franklin of Warren Franklin fame rang. He said his new band Parker (Joie De Vivre/Warren Franklin) wanted to do a split with us and that CYLS would put it out.
Knowing that we were going to record the LP soon and that we already had a B-side from the EP we all discussed it and I called Warren back at a later time with the good news. Parker is so good. I want them to record the rest of their songs and release an EP or something, because these songs are unreal.

- Has been a good idea making a preview of the disc on Absolute Punk, I find it a good form of respect for those who follow and listen to you and also an adequate promotion. What do you think about it?

Erik: The Absolute Punk stream was totally neat. When I see our music/tours/anything on the internet being promoted or discussed I am truly grateful. I appreciate every single person that likes our band. THANK YOU! CYLS got us the hook up with Absolute Punk. Their promoting is getting insanely great, because apparently we were on the Radio last week? Big thank you to Keith and Cathy for sure.


- To be honest after the 7" 'All I Could Find Was You?? I expected a more "aggressive" sound and a more loud voice, the debut album surprised me instead with some soft transitions, melacholy, chord notes, the attention you put on simple things and the tendency to move one "idie pop" tones (please allow me to tuse this term). What's your opinion?

Erik: I love bands like Superchunk and the Weakerthans, where each album has a distinct sound and is a transition from the last piece of work they made. They sound slightly different but are always undeniably those bands. For our band I have the same hopes. I don't want us to plateau and become just another emo band. I want us to move forward and define ourselves in different ways.
The LP had songs I had written around the same time as the EP and some that I may have been written a little before we were a band, as well as some I wrote after the EP. All the songs to me made sense together and I would think daily about the arrangement of them. After we record I always feel relief. As far as our aggressive sound, I believe our next release will be more so that tone. We've only learned one song for it so far, but Marcus even said something along the lines of how he thought I sounded pissed.
And I am. Most of the songs are less than two minutes (not too different from how long most of our songs are now). I don't think there will be any 4 minute jams, but never say never. We are still in the writing process.

- Delia plays a good role with the keyboard, she can fill the sound without overstepping and never resulting invasive, the overall arrangement result is great


Erik: I would like to thank Delia for her role in the band. She does a great job of contributing to our sound. My only fear is becoming Motion City Soundtrack, but I think we have avoided that. All of us together arrange the instruments and fine tune and specify what we like about what each of us is doing before the song is done.


- You once said "We play happy sounding songs about sad things": your lyrics talk with simplicity about real-life things, and you do it pretty well to my advice. Does it result difficult for you? I mean splitting between "happy sound" and sad lyrics?

Erik: I find it more difficult to write about happy things over our happy sound than I find it to write sad things over the happy sound. For our new music I had tried to write about my current relationship and how happy I was and that state, but now we broke up... I am more interested in writing about how I go through struggle than my own personal happiness when it exists. I think everyone can relate better to me being sad.
No one wants to hear about how awesome things are going! There needs to be a trigger that sets me off.. That being said some of our songs are not about me personally. I like to write stories like Maxwell for instance is about my Grandparents house in Long Island, NY.

- Which groups or bands influenced you most and which are the ones you currently listen to? How's the indie/emo scene in Chicago?

Erik: Like I said before definitely Superchunk and the Weakerthans. I'd like to add the Cure, Jets to Brazil and Knapsack. Currently, I can't turn off Guided By Voices and Hot Snakes. The scene in Chicago is fantastic. It is always blooming with new artists and it's been constantly flourishing the past two years.
There are a bunch of DIY spots that have opened up and a lot of great people promoting shows. Marcus has been doing a lot at our home the past few months. I hope we can continue our services to the DIY community for a while. Bands here like Droughts, The Island of Misfits Toys, The Please and Thank Yous, Mountains for Clouds and Acidic Tree all rule.

- Facebook, Bandcamp and more others are expedients that allow you to keep in touch with your fans. It's amazing the way you never lose the trelationship with the ones that appreciate your music.

Erik: Yes, social sites like these have helped us gain as many listeners as we have now. Again, I am so grateful for anyone that has ever listened to us. I love answering questions from listeners and I get a kick out of checking all the media sites we have. It is something that I enjoy immensely. It is also an important relationship to have and develop with your fans. Marcus or I will usually answer promptly. Life can get in the way sometimes though.

- You are always in tour, what do you think about the bands you played with? (Annabel first, The Island Of Misfit Toys after)? There's some funny story or curiosity about the tour that you want to talk about or you will never forget?

Erik: Oh boy. Touring is the most fun activity for our band. It is the time we get to blow off all our steam from real life and just kick it. We've been on 4 "long" tours since we started playing shows back in January 2011. Our most recent with Annabel/The Island of Misfit Toys was our longest tour so far and one chuck full of memories. Annabel is so talented. Those 4 dudes were just a blast to be around. Memories include: Weed Hats, Gainesville, Bongs And Dongs.
That is cryptic enough right? The Island of Misfit Toys are one of my/our favorite Chicago bands, to get a chance to take them on tour with us was truly a fun time. Unlike most of our previous tours we knew these fools too well before we left on the road.
Now we are tighter than ever. Mark is still a jerk though. Highlights include: Beans, Barcade, $4 pitchers, Denver, the entire state of Nebraska. We have been lucky when it comes to touring and who we get to go out with us. Empire! Empire! (I was a lonely estate), Brave Bird were also amazing and some of our best friends. Brave Bird and Annabel are my two favorite bands on CYLS at the moment. I can't choose between the two, because my heart would explode.

- Will you come to play in Europe soon?

Erik: Europe bound Spring 2013. I don't know anything else about it though. I think more details will be announced in the Winter.

- Thanks again for your time. Last but not least: chose a song from your album that can be the soundtrack of this interview.

Erik: Lavender is my favorite song on the new LP. I hope others enjoy it. Thanks again Ricky