mercoledì 29 agosto 2012

L'Impaziente Inglese - Nona Puntata



Pronti per una nuova puntata dell'Impaziente Inglese?
Solito menù molto ricco per i vostri palati Brit Pop: fra i tanti Gay Dad, Black Grape, Shampoo, Morrissey, Charlatans, ecc...

Buon ascolto!
Ricky


lunedì 27 agosto 2012

L'Impaziente Inglese - Ottava puntata



Nella puntata dell' Impaziente Inglese sentirete: Suede, Shed Seven, Brighter, Gel, Radiohead, Embrace e tanti altri....
Buon ascolto!
Ricky


domenica 19 agosto 2012

Spector "Enjoy It While It Lasts": la recensione dei miei nuovi idoli!



La recensione che trovate su Troublezine:

Stavolta Fred MacPherson al successo ci può arrivare davvero. I suoi precedenti gruppi (i Les Incompetents e gli Ox.Eagle.Lion.Man) hanno sempre avuto un profilo commerciale piuttosto basso, ma con gli Spector la scalata a un comodo posto al sole è iniziata già da tempo e il tour di supporto a Florence + the Machine può essere una decisiva spinta propulsiva.
Certo, da quando, nel dicembre scorso, il gruppo è stato inserito nella lista "BBC Sound of 2012" non è che i singoli abbiano poi fatto chissà quali sfracelli nelle classifiche britanniche, però c'è da dire che se non altro gli Spector con questo esordio hanno ben consolidato e giustificato una particolare attenzione che si era rivolta verso di loro.

Non è certo un frontman facile il buon Fred: uno che dice sempre quello che pensa, anche senza mezze misure, talvolta con un senso dell'umiltà un pò relativo, ma, mi ripeto, non è un novellino e forse questa spavalderia (arroganza?) gli viene proprio dalle lezioni apprese nelle precedenti avventure musicali: d'altra parte è lui che, proprio nell'ultima traccia neanche a farlo apposta, canta "You know I'll never fade away" e la faccia tosta per dirlo non gli manca!

Eleganti e sempre impeccabili anche dal punto di vista estetico come forse solo i Menswear negli anni d'oro del britpop sapevano fare, il gruppo non inventa nulla di nuovo, anzi, la tendenza è quella di giocare su suoni familiari, velocemente orecchiabili e ben conosciuti nel panorama musicale. Profumi di fragranze indie pop di pesi massimi come Franz Ferdinand, Killers, Strokes, Kaiser Chiefs o Maximo Park arrivano alle nostre narici, inebriandoci la mente anche grazie all'indubbia carica e il deciso piglio contaggioso che il gruppo mette in ogni canzone.

Lascerei perdere magari paragoni più pesanti, letti su qualche recensione, con gente come Roxy Music (o vari riferimenti trovati qua e là che coinvolgono pure Pulp e Frank Sinatra!!). Gli Spector risultano così essere volutamente ridondanti e sfacciati (fin dalla copertina), pronti a cerca la soluzione melodica più immediata, a base di cori travolgenti ed epici che diventano subito inni e di arrangiamenti corposi (synth e tastiere sempre presenti) e ritmiche incalzanti.
Niente di complesso o contorto, la via dello "Spector Pop" è dritta, diretta al punto e capace di inchiodare all'ascolto senza nessuna fatica.

True Love (For Now) detta la via da seguire: è come stare sulle montagne russe del pop, parte piano, poi accellera in modo trionfale per poi farci riprendere fiato e chiudere con i fuochi d'artifico. Di fronte a tutta questa grazie pop cosa potremmo fare se non battere le mani a scena aperta? E che dire della cavalcata di Chevy Thunder che non ci da tregua, elettrizzandoci dalla testa ai piedi con il suo micidiale tiro radiofonico ? Ma anche quando i ritmi calano come in Grey Shirt & Tie con il suo andamento malinconico, quasi hip hop, la partita è decisamente vinta, per non parlare della ballata Lay Low, struggente e toccante al punto giusto, con Fred novello Elvis.

Prevalgono comunque i passaggi più sostenuti, con il trittico Twenty Nothing (più Strokes che mai), Friday Night, Don’t Ever Let It End (il gruppo di Brandon Flowers in vena di epicità) e l'esplosiva Celestine, che merita il nostro incondizionato amore e tutto il nostro fiato per ripetere ritornelli esaltanti. Ma tralasciare da quest'elenco Upset Boulevard, a detta di MacPherson il suo testo migliore, risulta essere veramente un delitto visto l'appeal melodico inebriante.
Non cito ancora i singoli più vecchi del gruppo, qui presenti in bella mostra, mentre possiamo tranquillamente dire che il taglio gospel della greve Grim Reefer e il soul cadenzato di No Adventure non ci esaltano più di tanto.

Il titolo ci dice tutto a questo punto: "Enjoy It While It Lasts", perchè si  sa che in ambito pop il sole può brillare anche per pochissimo tempo e allora seguiamo il consiglio, che mai fu più appropiato e....buon divertimento!

Tracklist:


01. True Love (For Now)
02. Chevy Thunder
03. Grey Shirt & Tie
04. Twenty Nothing
05. Friday Night, Don't Ever Let It End
06. Lay Low
07. Upset Boulevard
08. No Adventure
09. What You Wanted
10. Celestine
11. Grim Reefer
12. Never Fade Away

venerdì 17 agosto 2012

Legnate ai Bloc Party!




La mia recensione per Troublezine sull'ultimo disco di un gruppo definitivamente andato in malora....


La decadenza mette sempre tristezza, Vedere un gruppo che arranca nel disperato tentativo di recuperare credibilità e vigore senza riuscirci, beh, non è piacevole.

Ecco, i Bloc Party si trovano in questa situazione. Dopo l'elettronica usata male in "Intimacy" (2008), break, rotture più o meno vere e dischi solisti risibili, si pensa che basti chiamare Alex Newport alla produzione e alzare il volume delle chitarre per tornare "quelli di un tempo", ma il gioco non funziona così.
Certo, le chitarre ci sono, rumorose e soniche, è innegabile, ma non è con una produzione a tratti al limite del finto "metalloso" andante che si possono coprire evidentissime pecche in fase compositiva. La polvere è troppa per un tappeto di così piccole dimensioni.

So He Begins To Lie in apertura ci mostra dei muscoli che poi saranno troppo fragili per sostenere l'album nella sua interezza, mentre 3x3 è una bella carta che arriva troppo presto, oscura e nervosa, con un Kele in vena di virtuosismi vocali, cosa che gli riuscirà ben poco in questo disco. Le scosse indie-dance-rock degli esordi ora sono tramutate in canzonette rumorose a tratti scambiabili per opere di System Of A Down di serie B, quando non emulano (purtroppo) altri "dopati" musicali come i Muse (nei momenti peggiori tra l'altro!). I Bloc Party attuali scelgono le strade meno ripide e più semplici, a discapito di una musica fatta con sincerità e passione. Molto più facile guardarsi intorno e adagiarsi nel già sentito o nella canzone "usa e getta" da catena di montaggio.

Non ci si riesce a spiegare altrimenti la calma piatta emanata da brani come Real Talk, Team A o la pseudo lisergica The Healing. Un pò di sussulti li mettono ancora una volta i pezzi più robusti, ma non si capisce perchè in Kettling ci si impegni buttare a mare una buona prima parte stile "vecchi Placebo" con una parte finale degna di un Billy Corgan in vena di delirio d'egocentrismo, per non parlare di Coliseum, che violenta un discreto attacco alla Beck con schitarrate che rimandano giusto ai Metallica più ridicoli di "Load " e "Reload". In alto i calici almeno per We Are Not Good People, che ci arriva dritta come uno schiaffo in faccia: ritmi sostenuti, chitarre deraglianti e incazzate e immaginiamo già il polverone sotto il palco.

Restano giusto un paio di pezzi (Day Four con i suoi arpeggi delicati e Truth che cerca di catturare la nostra attenzione con innocui "uuuhhh" pop) che vivacchiano più che altro perchè ci riportano alla mente sonorità già battute dal gruppo nel secondo disco "A Weekend In The City" (2007). Ma qualcosa di radiofonico? Mah, oltre alla già citata Truth, rimane V.A.L.I.S, che in realtà è la testimonianza emblematica di un gruppo che quando dismette i panni del "metallarino in erba" si ritrova impantanato in una serie di banalità impressionanti.

In conlclusione un album che non arriva alla sufficienza, senza singoli di rilievo (e sappiamo che, nel genere, se ti mancano i singoli il disco sarà dimenticato molto in fretta) e nel quale le melodie latitano paurosamente.

Viene proprio da chiedersi, con tristezza lo ammettiamo, se quell'esordio sfolgorante e avvincente del 2005, "Silent Alarm", non sia stato un vero e proprio fuoco di paglia, l'unico picco d'ispirazione così elevato per un gruppo che probabilmente non aveva in realtà fondamenta così solide come si credeva allora. Peccato.

Tracklist:

01. So He Begins To Lie
02. 3X3
03. Octopus
04. Real Talk
05. Kettling
06. Day 4
07. Coliseum
08. V.A.L.I.S.
09. Team A
10. Truth
11. The Healing
12. We’re Not Good People

mercoledì 15 agosto 2012

Impaziente Inglese - Settima Puntata





Sono ancora in vacanza, ma il tempo per mettere su la nuova puntata dell'Impaziente Inglese lo trovo più che volentieri!
Buon ascolto!! E occhio che stavolta passo pure i Brubaker!!
Ricky



venerdì 3 agosto 2012

Vacanze!




Carissimi, vado in vacanza. E' sempre dura staccarsi dal pc, dal blog e da tutte le cosette che avrei da fare per la radio, per non parlare del mio programma da preparare, ma il mare chiama...e io rispondo presente!

Blog fermo per quindici/venti giorni.

Statemi bene, e che il pop sia con voi!
Aloha.

Ricky