giovedì 29 settembre 2011

L'Impaziente Inglese


Tanti anni fa, quando iniziai a trasmettere su Radio Popolare Verona, avevo un programma dedicato al Brit Pop. L'Impaziente Inglese.
Lo conducevo con la collaborazione di Claudio e Gianni, fedeli alfieri e grandi esperti del settore.
Ebbene, a distanza di tanti anni ho deciso di riprendere in mano questo programma.
Un pò perchè ero stanco di Melting Pop, un pò perchè, visto il successo di questo blog, mi piaceva trasmettere tutti quei gruppi che sono segnalati su queste pagine. E poi, dico io, sono tornati pure i Marion, vuoi che non torni questo mio vecchio programma?
Quindi, prendete la vostra agenda preferita e segnatevi queste coordinate:
Ogni lunedì, a partire dal 3 ottobre, dalle ore 22.35 su Radio Popolare Verona, va in onda L'Impaziente Inglese...e che il Brit Pop sia con voi!
Ovviamente per chi non fosse di Verona e provincia e non mi potesse ascoltare sul 104 FM, l'invito è di andare sul sito di Popolare Verona (QUI) e di godersi lo streaming, ok?
Beh, a questo punto posso solo dirvi...Buon Ascolto!

mercoledì 28 settembre 2011

Intervista con Flamingoes



Si chiude con questa intervista una lunga serie di chiacchierate per Radio Popolare Verona che ho postato anche sul blog.
Non che io smetta di fare interviste, ovviamente, ma per un pò mi fermo e tornerò a fare i post dei dischi, che è la cosa che conta di più, direte voi!
Beh, se chiusura momentanea deve essere, allora lasciatemi chiudere in gloria con 2 battute via mail scambiate con James dei Flamingoes.
E sono venute fuori delle gran belle storie!!
Buona lettura!

INTERVISTA FLAMINGOES

lunedì 26 settembre 2011

Intervista con Northern Uproar



Beh, se di Brit Pop si parla...e questo è un blog dedicato a questo genere musicale...allora l'intervista con i Northern Uproar ci sta proprio da Dio!
Dai diciamolo!
Non aggiungo altro! Buona lettura!! Yeah!
Ricky


INTERVISTA CON NORTHERN UPROAR

venerdì 23 settembre 2011

Io e i REM


Non ho mai amato più di tanto questo gruppo, anzi.
Alla notizia dello scioglimento ho pure detto "era ora", d'altra parte le ultime cose erano veramente risibili. Della serie ultimi 3-4 dischi da buttare nel cesso al volo!
Sta di fatto che la speranza è che ora altri dinosauri in musica facciano lo stesso gesto...si Bono, parlo con te!
Ma visto che adesso si "celebra" lo scioglimento dei REM, mi va di ricordare il momento in cui sono stato maggiormente "vicino" a questo gruppo, vicino in senso fisico direi.
Arena di Verona, data del gruppo americano assieme agli Editors. Io ero li ovviamente solo per questi ultimi. Vado a prendere il mio accredito, credendo di ricevere il solito posto sulle gradinate, e invece no: vengo mandato sotto, e dico, sotto il palco, nella postazione riservata a quelli del fans club dei REM per capirsi!! Posto super ambito!!
Yeah! Mi godo così gli Editors vicinissimo e immagino i miei amici sui gradoni infernali che, li per i REM invece, mi stanno maledicendo!
Grande show e io che salto e canto come fossi invasato!
Finiscono gli Editors. Bene, vado via pure io!
Gente che mi guarda in modo un pò assurdo, chiedendosi dove stia andando. Non ero mai stato nella zona "VIP" in Arena quindi trovo una fanciulla e le chiedo dove sia l'uscita. Lei, stupita, mi dice: "Ma scusa, il concerto deve ancora iniziare". Le rispondo: "No guarda, per me è già finito!". E tanti saluti.
Grandi momenti!

mercoledì 21 settembre 2011

Interviste con Astrid e All The Young




E' con grande piacere che vi metto il link per leggere le mie interviste via mail per il sito di Radio Popolare Verona con la splendida Astrid Williamson, che anche nel mio blog compare per il suo passato con i Goya Dress, e con Jack Dooley, bassista dei più che promettenti All The Young.
Con Astrid ovviamente si parla del suo nuovo disco, l'ottimo "Pulse" che ce la mostra in forma eterea e magica: un disco bellissimo a mio avviso.
Si parla anche di un tour italiano, ma è notizia proprio di oggi che tutto il tour europeo della fanciulla è stato annullato: grande tristezza!
Jack invece mi racconta qualcosa degli All The Young che altri non sono che la continuazione del discorso iniziato con i New Education. Guitar pop/rock che viaggia su chitarre epiche ed eroiche, in attesa del terzo singolo imminente.
Beh, ho detto tutto...buona lettura!

Ps: lodi infinite a Claudio Rizzi, fondamentale aiuto nella traduzione!

INTERVISTA CON ASTRID WILLIAMSON

INTERVISTA CON ALL THE YOUNG

lunedì 19 settembre 2011

Sixpence None the Richer "Sixpence None the Richer"





Mi ricordo benissimo della prima volta che vidi il video di Kiss Me.
Ero in appartamento a Verona con il buon Vanoli e ci passavamo la giornata guardando MTV, con le solite boiate, tra pezzi che non decollavano e le solite minchiate stereotipate hip hop dove improbabili rapper gettavano al vento soldi e signorine così come se niente fosse.
Poi tutti di colpo la folgorazione. Un pezzo pop di una semplicità assoluta, mi sembravano i Sundays, e una fanciulla alla vo e troppo carina!!
Subito abbaim pensato...questo è un gruppo che piacerà a Claudio! E infatti il buon Claudio conosceva bene già allora questo gruppo che, invece, con quel singolo, muoveva i primi passi verso un successo che sarebbe stato gigante, ma anche effimero, visto che durò appunto, giusto il tempo di quel disco, che era comuqnue già il terzo per la formazione, che poi ne fece comunque altri.
Alfieri del Christian Rock e di un pop molto facile i nostri piazzano un disco non certo memorabile. Il singolo si eleva tranquillamente sul resto, anche se la cover dei La's è altrettanto riuscita! Tutto sommato bravi! (1997 Elektra Records)

- We Have Forgotten
- Anything
- The Waiting Room
- Kiss Me
- Easy to Ignore
- Puedo Escribir
- I Can't Catch You
- The Lines of My Earth
- Sister, Mother
- I Won't Stay Long
- Love
- Moving On
- There She Goes


SIXPENCE NONE THE RICHER

Mumm-Ra "These Things Move in Threes"



Beh, voglio dire, già un gruppo che si chiama come il cattivone di uno dei miei cartoni animati preferiti (i Thundercats), solo per questo, si merita lodi infinite.
Se poi ci aggiungiamo che avevano le idee chiare, melodie vincenti e ci sapevano fare assai con le chitarre pop rock, allora diciamo pure: Grazie Mumm Ra per averci regalato questo disco hde rimarrà una piccola perla.
Pecato davvero non ci siano più! (2007 Sony/bmg)

NME non è la Bibbia, però Radar è certamente la sua sezione migliore ed a riprova della cosa ecco a voi i Mumm-Ra, giovane band inglese apprezzatissima dal famoso magazine fino a dedicargli un articolo nella sezione prima citata e poi fatta sparire dal suo interno salvo casi occasionali forse perchè troppo brava rispetto ad altri standard di neo band del momento.
L'impressione che se ne ricava dall'ascolto di questo "These Things Moves in Threes" è proprio questa, un gran bel debutto, dove non sono le mezze chitarrine un po' fighette che comunque ci piacciono tanto a farla da padrone, ma un Brit-Rock molto più pieno e completo, che fin dal primo brano fa breccia in un qualsiasi ascoltatore di indie. Se proprio vi piacciono i paragoni preconfezionati prendete i sopravvalutati View, dategli molta più classe e capacità e troverete in risultato questi Mumm-Ra, che confezionano un album che è quasi tutto un picco, senza aver singoloni seguiti da brani-materasso, oppure se vi piace l'affiancamento storico innegabile è l'accoppiamento ai lavori più brit dei Blur.
Brani di facile e sicuro successo se ne potrebbero estrarre parecchi, ma sceglierne uno andrebbe a discapito degli altri, quindi per presentarveli ho scelto giusto i due brani che poterbbero benissimo diventare la colonna sonora dell'estate insieme ai 1990s, ovvero She's Got You High e What Would Steve Do? La prima si infila in mente nel giro 5/10 secondi per non uscirne più grazie a quel misto tra melodia della musica e del testo, mentre la seconda è la classica canzone che ai live show dela band o anche solo sentendola per radio per la prima volta vi ritroverete a canticchiarla e a scimmiottare sui violini di sottofondo. Inutile dirvi cosa altro ascoltare perchè tutto il disco è piacevolissimo e ben fatto.
In mezzo a tanta grazia dove sta l'errore? Nella produzione, che riprendendo l'iniquo esempio dei View se in quel caso grazie a sir Owen Morris aveva creato una band partendo da qualcosina di buono, qui in parte rovina gli eccellenti ingredienti andando a strizzare l'occhio al perfettismo dei Kooks, band con la quale i Mumm-Ra non han molto a che fare, anche perchè non paiono facilmente destinabili al mondo commerciale e radiofonico come nel caso dei conterranei di Brighton; ecco quindi che un tocco di sporco a là Cribs tempi d'oro o Oasis vendemmia 1994 avrebbe potuto far risaltare ancora di più un album che già di per se è più che eccellente. (George - http://www2.troublezine.it)

There are people out there who hate Mumm-Ra. They hate their awful student union moniker (and we’d have to agree that naming yourself after a crappy-’80s-bog-roll-clad-cartoon-zombie-baddie hardly screams “adore us” in the same way that, say, Joy Division, Manic Street Preachers, or The Libertines do). They hate that their singer calls himself ‘Noo’ (and by the same measure, it’s hardly a name to inspire the same kind of respect as the likes of Elvis, Kurt or Liam), and they downright detest that the Bexhill-On-Sea band have a toy duck mascot they regularly introduce from the stage as ‘Matthew’ (Oh for fuck’s sake, lads, what is this? Children In fucking Need?). For a band who state their intentions so meekly, Mumm-Ra don’t half polarize opinion.
You can find these people at the bar, at your local toilet venue, record-store counter, or grotty rehearsal room. Indeed, many of them are in bands themselves, while some write fanzines, webzines or blogs. All of them care about pop music more than is healthy (which is how it should be), and all decry the band for not saying or meaning anything, for being as limp as a drowned lettuce. They’re people much like Jack Black’s character in High Fidelity or the types who still write to NME moaning that we don’t write about The Fall enough. Indeed, quite often, NME is a sort of collective spin on this most peculiarly righteous breed of person itself, and, while they’re a breed of folk you’d rarely want to get stuck in a lift with, they’re exactly the sort of people whose fierce opinions elevate the status of pop music beyond being merely – snort – entertainment.
Yet, what these people often fail to see – so blinkered can their view be – is that, from Beyoncé to Slayer, Sinatra to Busted, the moment a band writes an amazingly hooky pop song is the precise moment all other external polemic ceases to matter. Thankfully, Mumm-Ra themselves have stuffed their debut full of amazingly hooky pop songs, and to chastise them for their twee, soppy, spin on indie pop is like judging a pussy cat on the same criteria as you would a sabre-tooth tiger. When faced with the joyous-yet-yearning gallop of ‘Out Of The Question’, or the Blur-infused smirk of the sweetly sombre title track, critiquing the validity of this band’s existence on anything other than the actual tunes is as futile as invading Russia with a water pistol.
See, where ‘These Things Move In Threes’ limps in on the cool, sex, sass and style front, it positively outdoes itself in terms of actual tuneage. Consider recent single, ‘She’s Got You High’ – a song so ridiculously scrumptious, it manages to get away with being less a song than one ocean-wide, cloud-high chorus, that repeats itself until the point you want to reach over to the record player and say, “For fuck’s sake,
I think if you don’t stop these japes right now, then my heart might just burst”. In ‘Starlight’, they’ve written a song so ridiculously naïve, it’s a startling reminder of how you, NME, everyone felt precisely a second before learning the world was a vicious maelstrom of shit.
It’s this sort of unabashed melodic brilliance that deserves your affection, so stop worrying about what they’re not and give in to them. ‘These Things Move In Threes’ is the most wide-eyed, giddy and yearning indie-pop album of the year. And it would have scored a nine if the band hadn’t picked such a wank name. (James Jam - http://www.nme.com/)



- Now or Never
- Out Of The Question
- These Things Move in Threes
- She's Got You High
- Song B
- The Sick Deal
- Light Up this Room
- Starlight
- This is Easy
- What Would Steve Do?
- Down Down Down

MUMM-RA

The Reindeer Section "Y'all get scared now, ya hear"



Benchè si parlasse di un supergruppo composto da gente che presa nei singoli contesti mi piace molto, devo ammettere che non ho ascoltato più di tanto questo disco.
L'ho ripreso in mano per fare questo post e insomma, non è che mi abbia entusiasmato più di tanto. Ritmi medio bassi, melodie che si muovono per lo più in territori folk.
No, non mi aspettavo un disco così. (2001 Play It Again Sam)

The debut from this U.K. supergroup is a strange, uncertain, and undoubtedly unique record that resulted from a 10-day clatter through the nooks and crannies of the guitar-wielding Glasgow underground. Project leader Gary Lightbody, the fey-voiced front man of Irish indie-popsters Snow Patrol, manages to keep members of bands as diverse as Arab Strap, Astrid, Mogwai, Mull Historical Society, and Belle and Sebastian playing from the same hymn sheet. A
nd on the whole, it's his own quavering, tremulous vocals that take precedence on these ponderous, sad, Sebadoh-like songs (the gorgeous "12 Hours It Takes Sometimes"), lo-fi beat-box breakdowns ("Raindrop"), and technofied Sonic Youth-style droners ("Tout le Monde").
Sure, it would have been nice to hear some of the record's other contributors making more use of their talents--Arab Strap's splendidly miserable Aidan Moffat only steps up to a microphone once, for the rolling acoustica of "Nightfall." But it's clear that this is Lightbody's project, and it's a marvel that Y'All Get Scared Now, Ya Hear sounds so polished, focused, and complete. (Louis Pattison - http://www.amazon.com/)


The Reindeer Section has me anxious. Not scared, ya hear, but anxious. I am nervous about the dilapidated state of popular music, predominantly inspired by love and romance. Creativity is dying and sentimental rubbish is settling in, all inspired by the big L. Thankfully, we can turn off MTV, get onto the Internet, and find a gold mine: there's an alternative to the triteness. And in a world where Wilco, of all bands, is dropped from a major label, independent music has become a surrogate mother. There is musical innovation and sincerity out there.
But where does the Reindeer Section fit into all of this? Well, they've been deemed an indie supergroup, and their roster would appear to justify such a label with members from Mogwai, Belle and Sebastian, Arab Strap, Astrid, Snow Patrol, V-Twin, Mull Historical Society, Eva, and Hercules. The story goes that all of them were at a Lou Barlow gig in Glasgow when Snow Patrol's Gary Lightbody suggested the idea: "Everyone thought that it was a great idea but I'm sure they were thinking, 'Aye, right, Gary, whatever,' and that I'd forget about it when I sobered up. In fact, the next day I wrote the complete album." Should we expect some mind-blowing material from this supergroup?
Not quite. Whereas the output of the typical supergroup collapses from the weight of creative tension, the presence of most of the Reindeer Section's members barely exceeds the level of a standard collaboration. Y'all Get Scared Now, Ya Hear! debunks the supergroup designation with the first track, confirming that this is, for all intents and purposes, the project of Snow Patrol's Gary Lightbody. "Will You Please Be There for Me" is a simple two-minute solo acoustic number vaguely resembling a simplified version of Badly Drawn Boy's "Epitaph" with all of the filtered flutter and bird noises replaced by straightforward white noise in the left channel. The first words we hear are, "If I gave you my heart/ Would you give yours to me?," and the lyrical banality and romantic lamentations are sustained for the rest of the record against a backdrop that closely resembles Snow Patrol's acoustic moments. Lightbody writes in the liner notes that this entire record was written in one day and recorded in ten, and the lack of engagement shows.
But it's not all tedium. The next track, "The Opening Taste," features gorgeous vocal harmony between Lightbody and Astrid's Charlie Clark. "12 Hours It Takes Sometimes" wouldn't have sounded out of place on the Court and Spark's Ventura Whites debut with a lulling tempo, a slight lilt, and a distant piano. "Tout le Monde" stands out in its oddity; it's based on a driving guitar riff played by Mogwai's John Cummings that's looped alongside shifting harmonies (some repeating "anywhere in the world") while others just moan. Processed drum loops enter, along with timbaleze played by Belle and Sebastian's Richard Colburn. It turns out to be a bizarre, yet homogenous, dance number that's satisfying but undeniably out of place.
Truthfully, I bought this record because the juxtaposition of Mogwai, Belle and Sebastian, and Arab Strap made an intriguing concept, but it never comes together. Mogwai's Cummings is the only member of any of these bands with a substantial presence here, playing guitar on 8 of the 14 tracks. And even then, his performances are muted by the ubiquity of Lightbody. Arab Strap's Aidan Moffat shows up once on "Nytol," a song he lyrically co-write, but ultimately, the track comes off as a lightweight and lighthearted Arab Strap clone. Moffat's intonation, "I think it must be the soap that you use," proves to be the lyrical apex of the record. Belle and Sebastian members Colburn and Mick Cooke appear on only four tracks total (but never simultaneously) playing percussion and brass, respectively.
Which leads to the glimpse of light on Y'all Get Scared Now. "Sting," easily the album's best track, features Cooke playing Spanish-inflected muted lines on trumpet and flugelhorn, Cummings on guitar, and layers of harmonies in a coda that proves to be simultaneously compelling and hopeful for the future of this group. You see, Gary Lightbody's already written another record for the Reindeer Section, including one track exclusively for Aidan Moffat. To which Moffat responded, "Apparently, Gary's written a track for me already, so he's roped me in for that. It's that northern Irish accent, it gets me every time." Maybe you should get back to sadness, Aidan. (Christopher F. Schiel - http://pitchfork.com/)

- Will You Please Be There For Me
- The Opening Taste
- 12 Hours It Takes Sometimes
- Deviance
- If There Is I Haven't Found It Yet
- Fire Bell
- If Everything Fell Quiet
- I've Never Understood
- Raindrop
- Sting
- Billed As Single
- Tout Le Monde
- Nytol
- The Day We All Died


THE REINDER SECTION

giovedì 15 settembre 2011

Morgan "Organized"


Non c'è solo il nostro Morgan italiano nel mondo della musica, no!
Fuori dal tempo e dalle mode, si torna a un suono caldo, solare, vivo e pulsante.
L'estate sta finendo, come cantavano i nostri Righeira, ma se volete viverla ancora un pò, beh, c'è questo bel dischetto.
Organo Hammond a profusione, su schemi se vogliamo classici e senza impegno. Tutto fila perfetto, proprio come una bella estate dovrebbe fare!! (2000 Source)

The first we heard of Morgan was the unruly two-finger salute of 'Miss Parker' - last year's debut that introduced us to Morgan's 15-year-old brother William, and his disrespec' for traditional classroom protocol.
Hiding with a Dictaphone in the back of Miss Parker's geography lesson, he's giving himself a lyrical education. "Miss Parker with ya all day every day... you'd better respect the music comin' atcha, 'cos we're gonna get done any minute...".
That was the troublesome urchin; now, meet the rest of the clan. 'Organized' finds three generations gathered around Morgan's treasured Hammond organ that used to belong to Pete Townshend, accompanied The Who on countless tours, and now forms the fizzling centrepiece of 'Organized'. There's Morgan's dad, one Billy Nicholls, a name back in the '60s that sang with the Small Faces on 'Ogdens' Nut Gone Flake'; Morgan's mum, Annie, who went to art school with Pete Townshend's wife, and secured the purchase of said organ; sister Amy, and cousin Rose, who provide vocals; and, of course, the ever-obnoxious William, giving Daphne & Celeste a run for their money. 'Organized' is, as we speak, playing havoc with some hapless academic's Rock Family Tree.
Ahem... Far from essential, 'Organized' kicks its heels along the sun-baked road that links the playground to the retirement home, the scattershot spiritual cousin to The All Seeing I's 'Pickled Eggs And Sherbert', an oft-funny curio, with a couple of cracking singles. And what of Morgan's organ? It's being returned to The Who for their summer tour. One for the family album? This is the family album, mate. Check it out now, the funk-soul brother, father, sister, cousin, mother... (http://www.nme.com/)


- Flying High
- Something He Said
- Sitting In The Sun
- When I Close My Eyes
- Paparazzi
- Soul Searching (Part One)
- Soul Searching (Part Two)
- Here Comes The Rain
- Organized
- Miss Parker
- Tom Jones
- Unbreak My Heart
- Heaven Comes Quickly

MORGAN

venerdì 9 settembre 2011

Intervista con Tape The Radio



Quanti di voi sannno che alla voce e alla chitarra degli adorabili Tape The Radio c'è il divino Malcolm Carson che tanti anni fa era alla guida dei Jaguar?
Beh, se già lo sapevate meritate una medagli al valore in Brit Pop!
Io non potevo resistere alla tentazione di parlare con questo eroe, quindi qui trovate il rimando all'intervista che ho fatto con lui per il sito di Radio Popolare Verona.

Buona lettura!
Ricky

Ps...ringrazio l'insostituibile Nicola Perina per la traduzione!

INTERVISTA TAPE THE RADIO

martedì 6 settembre 2011

Symposium "One Day At A Time"






Ma che bel biglietto da visita avevano presentato a suo tempo i Symposium.
Pop punk a manetta e piede pigiato sull'accelleratore melodico come diceva il buon Carlone Villa. Simpatici, esplosivi, genuini e sulla falsa riga di un genere che allora tirava alla grande.
Il meglio poi lo davano dal vivo, dove c'era proprio da divertirsi.
In compenso anche in studio il loro frullatino di indie/rock/pop/ska e punk funzionava davvero bene! (1997 Infectious Records)


- Drink The Sunshine
- One Day At A Time
- Farewell To Twilight
- Puddles
- Fairweather Friend
- Fear Of Flying
- Fizzy
- Smiling


SYMPOSIUM

Cinerama "Va Va Voom"



Avete il cuore spezzato? Cercate conforto nella musica? Cercate un disco che vi possa consolare e che possa conquistarvi con la perfezione pop?
Beh, forse in questo album d'esordio dei Cinerama potreste trovare la cura per i vostri mali!
Ascoltare per credere! (1998 Spin Art)


- Maniac
- Comedienne
- Hate
- Kerry Kerry
- Barefoot In The Park
- You Turn Me On
- Ears
- Me Next
- Hard, Fast And Beautiful
- Dance, Girl, Dance
- Honey Rider
- Love
- Au Pair


CINERAMA

venerdì 2 settembre 2011

Catch "Catch"


E guarda un pò cosa ti vado a scovare fuori!!
Devo ringraziare un mio amico asiatico che mi ha mandato questo disco e ovviamente, vista la non facile reperibilità, sono più che felice di metterlo sul blog!
Dopo i due adorabili singoli ecco il disco intero dei Catch, che confermano tutta la loro bontà. Canzoni semplici, leggere e dirette...ma delle ottime canzoni! Super pop!
Buon ascolto!


- Dive In
- Bingo
- Half The World Away
- Don't Wait Up
- Pity The Man
- Expensive Kiss
- Start Of Something
- Over Again
- Maybe Tonight
- My Burst Baloon
- A New Soul
- Goodbye


CATCH

Astrid "Play Dead"


Vai a sapere perchè questo secondo disco degli Astrid è uno di quelli che trovo sempre quando mi capita di andare a fare un giro nei negozi d'usato.
Ovunque sono...salta fuori una copia di sto album.
Doveva essere il disco della riconferma del gruppo dopo l'otimo esordio. E in un certo senso è un disco che conferma quanto di buono c'era, ma non riesce a fare il botto come ci si aspettava. Manca il colpo vincente e così i pezzi passano, il pop e la fragranza ci sono, ma non si arriva mai a battere veramente le mani in ginocchio.
Disco comunque più che passabile! (

Play Dead is Astrid's second album and--rather like their first--casts them as toddler-like pretenders to Teenage Fanclub's golden throne. Indicatively, several abundantly hummable songs--the albums's title track and the single "Tick Tock" for example--champion traditional pop values to excellent effect. But, oh, for a little more individuality.
The nagging suspicion that Astrid are playing their cards too far away from their chest becomes apparent on "It Never Happened", which recalls Dodgy circa 1993, and "Wrong For You" which is Shack's "Cornish Town" with extra clotted-cream and an all too similar Simon and Garfunkel vocal coda.
The albums' standout track, the playful "Horror Movies", couldn't be any more like the Fountains of Wayne if it was written and performed by the Fountains of Wayne. Hang on, that's a real compliment. (Kevin Maidment - http://www.amazon.co.uk)


A peculiar concept, this 'perfect pop' lark. Rather than describing, say, the product of a national pop talent contest, it's a term more frequently slung at greying indie-plodders that have actually learnt to play their instruments, as opposed to just bashing away with atonal glee. With the chasm between pop and indie more gaping than ever, though, it's a harsh time to be caught with loyalties split.
Bless Scottish four-piece Astrid - they've got little time for the yawnsome navel-gazing of their peers. "Can't stand that lo-fi scene", grins frontman William Campbell over the buoyant brass parp of 'Crying Boy' - despite its maudlin name, a song with all the sunny charm of Oasis' 'Round Are Way' building sandcastles with The Boo Radleys' 'Wake Up Boo'.
And bless 'em, you'll want to squeeze their ruddy little cheeks when they're pledging their love to a, uh, well-endowed ex-girlfriend on 'Fat Girl'. But the odd dark cloud of amateurism muddies Astrid's pure pop horizon; 'Horror Movie' can't decide if it's trying to get onto the next Daphne & Celeste album, or if it's just a wee bit wet. Did we mention Astrid are chums with Belle & Sebastian?
The pop urge is there, but it's not quite enough; 'Play Dead' is in mortal danger of falling into indie's open grave. (Louis Pattison - http://www.nme.com/)

- It Never Happened
- Tick Tock
- Wrong for You
- Crying Boy
- Alas
- Play Dead
- Fat Girl
- Just One Name
- Hard To Be A Person
- Paper
- Modes Of Transport
- What You're Thinking
- Taken For Granted
- Horror Movies


ASTRID